venerdì 9 novembre 2007
martedì 9 ottobre 2007
Al telefono
- Ciao, come va? Sei di corsa?
- Tutto ok. No, dimmi…
- No, niente. Ho appena letto un racconto di uno, su Ozoz.
- Uhm, che dice?
- Ma, niente… la solita storia del maschio porco che spera di trombare, ma la donna ha le mestruazioni e…
- Oddio, non dire quella parola!
- E vabbè, scusa. …ha le cose sue!
- Uch…
- Le sue amichette?
- Daiiii!
- Visite? Dolori benedetti? Mar Rosso? Strada interrotta per lavori? Fiumi di parole…
- La finisci???!!!
- (ride, ma cerca di non farsi sentire)
- E insomma?…
- E insomma… Niente! Il solito racconto con al centro una lei, incomprensibile a detta di lui, perché si emoziona davanti ai film, perché crede nell’amore…
- Ah, una come te! Che piange per quella cagata di Saturno contro…
- Invece era bello!
- Un film di frocioni.
- E allora? Eppoi non era un film sull’omosessualità, semmai sull’eutanasia! La storia non sarebbe cambiata di una virgola se si fosse trattato di un uomo e una donna!
- E invece sì, visto che alla fine c’è tutta quella parte sul tenersi le cose del morto e l’accettazione del fidanzatino da parte dei genitori.
- E invece no, visto che poteva trattarsi tranquillamente di una coppia di fatto ma eterosessuale!
- Sì, va bene va bene… (intanto smanetta al computer)
- Dice “Mi prendevo il mio e buonanotte”
- Chi?
- Quello del racconto.
- Che dice?
- Mi prendevo il mio e…
- E che significa?
- Che scopava e buonanotte ai suonatori, come si dice dalle parti mie!
- Bravo!
- Sì, bravo stronzo! Ma perchè voi maschi del cavolo credete di poter essere gli unici a prendere il “vostro”? Ma poi il “vostro” che? Vostro se ci va di darvelo, belli! Vostro in comodato d’uso!
- (ride soffocato)
- A me mi fa incazzare ‘sto fatto che vi raffigurate come dei “depredator”! Maschi dominanti che prendono quello che vogliono e con maggior gusto se la donna in questione vi guarda con occhi adoranti.
- Il depredator?! Tra un po’ mi parlerai pure dell’”inseminator”, no perché mi vado a fare due popcorn per gustarmi meglio ‘sta performance!
- Ma non fare il cretino! Sai bene cosa intendo: pure a noi ci piace godere!!!!
- Lo so, me ne sono accorto che ti piace…
- No, non solo a me! A TUTTE ci piace! Però pare che sia un privilegio solo vostro quello di poterlo dire, e mo’ pure scrivere, necessariamente utilizzando volgarità come scopare, prendere, mestruo… Ma fatevi un esame di coscienza, maschietti belli. Chè alla fine, cinque minuti di godimento sono la sola cosa che vi riesce di darci, per il resto nada de nada… Siamo noi che cerchiamo, scaviamo, trivelliamo più in profondità che per estrarre petrolio, alla ricerca di qualcosa che non sia… che non sia… e manco la troviamo ‘sta cosa. Io non trovo manco la parola!
- Forse perché non hai ben chiaro il concetto.
- Non ho ben chiaro che cosa? Non trattarmi come una di quelle cretinette con cui uscivi prima, eh? Una di quelle come la protagonista del racconto di quel tizio. Io… Io… E smettila di smanettare al computer mentre parli con me!
- Va bene. Solo che stavo masterizzando l’ultimo dei Negramaro, quello che mi avevi chiesto… quando? Ah, sì. Ieri sera!
- L’hai già fatto? Veramente?
- Certo. Lo schifoso depredator ha buona memoria, soprattutto considerando che userà questo Cd come ricatto sessuale…
- Che stronzo che sei! Ti amo tanto.
- Eh… E meno male che l’hai capito!
Pubblicato da Stramma alle 11:51 2 commenti
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giovedì 12 aprile 2007
FdF e gli altri animali dello ZOO
Oggi mi sono alzata con un'idea brillante (sapete, di lunedi' mi succede ancora! Poi man mano che la settimana si snoda, mi smoscio come il sacchetto di prugne di uno stitico cronico!) e mi sono detta: "Troviamo qualcosa di buono nel mio schifoso lavoro!".
1. Innanzitutto bisogna precisare che il mio capo e la mia capa sono sempre in ritardo. Tardi arrivano, tardi vanno via, tardi ci pagano e ci pagano pure poco, ma alla fine ci pagano sempre.
Certo, è difficile utilizzare le stesse metodologie quando ai a fare benzian o a comprarti un paio di scarpe, o quando devi pagare una rata del mutuo o una bolletta della luce, però QUI pare che funzioni...
Comunque ci pagano. Pure quando stiamo a casa con la bua... e io ultimamente...
In fondo dovrei aver pietà di tutti questi ritardi, saranno dovuti a un a preoccupante amenorrea cronica; effettivamente potrei consigliare loro di prendersi un buon anticoncezionale per via orale, così i ritardi diminuirebbero, ma per il momento non ho proprio voglia di aprire bocca...
2. La maggior parte dei giorni c'è il caos primordiale qui, ogni ufficio risuona di urli, strilli e strepiti, ma per fortuna di tanto in tanto spuntano pochi brevi e agognati momenti in cui posso anche starmene comoda a farmi i cacchietti miei. (E questo post ne è la testimonianza!!!).
3. E poi lo conosco. E conosco i miei polli. Ciò significa che ho imparato almeno le basi del lavoro e ora non sbaglio più tanto facilmente; e ciò significa anche che la prima e fondamentale regola - nessuno è tuo amico ma tutti tendono essenzialmente a mettertelo in quel posticino! - l'ho vissuta sulla mia pelle e l'ho pagata così a caro prezzo, che ORA E' MIA, e so bene che sta a me stare attenta a certe mie parti (molli)!
4. E poi ho, e quindi posso, usare la mia fantasia. Per questo ora che mi guardo bene intorno mi viene da ridere, perchè c'è un limbo di libertà che riesco ancora a godermi, mentre lo Zoo urla, strilla, s'incazza e alla fine perde tempo, avvitandosi su se stesso. Così, nella speranza che la mia illuminata esperienza possa essere d'aiuto, ispirazione o almeno conforto a uno dei miei carissimi lettori, ho deciso di proporvi una breve carrellata sugli animaletti di carne, sui pupazzi di pezza e sulla pletora di loschi figuri non meglio identificabili, che un giorno hanno deciso di uscire fuori dai personaggetti della pubblicità, dalle pagine dei fumetti, dai miei incubi peggiori, per presentarsi ai miei occhi attoniti.
Prima di tutto c'è l'harem di FdF. Ala destra dello zoo.
Perchè Faccia da Foca è brava.
Una Foca che fa le fusa come fosse una gatta, pur senza essere schizofrenica; una Foca che conosce tanto bene l'America da poterne essere considerata epigona in terra straniera, perchè lei dall'America ha appreso una lezione fondamentale: non ha importanza la qualità del prodotto che vendi, ma come lo vendi. E lei, il suo, lo vende bene! (E a me che la guardo non resta che ipotizzare che forse ne faranno delle creme... Il grasso di foca avrà qualche caratteristica in comune con quello delle balene, o no?!... )
Elemento principe dell'harem è l'orso peloso stronzo, anche detto "Gambadilegnocuoredistagno". E ho detto tutto!
Una volta avevo stima di lui. Credevo che il nostro rapporto in qualche modo avesse un senso (forse quella volta alla stazione cadendo ho preso una botta in testa, invece che al ginocchio!) e che quando mi diceva Ti voglio bene gli desse lo stesso senso che gli davo io. Però mi sbagliavo. Capita! Caspita, se capita!
Quando ne avevo parlato con FdF - che già allora era la seconda della lista... o la terza?! - era uscito fuori di tutto: propositi di vendetta (miei), idee per ridicolizzarlo (sue), tentativi di farsi dire la verità (suoi; io avevo già capito che non era possibile), ecc ecc., ma mai mi sarei aspettata che tutto quel che ci eravamo dette durante la confessione fiume potesse essere dimenticato nel giro di... di quanto? boh, fatto sta che io a lui l'ho cancellato con un pennarello indelebile, lei con una Paper mate, una di quelle che si cancella a propria volta...! Ma è stata brava! E questo devo proprio riconoscerglielo.
Lo ha messo in posizione subalterna, lo tiene per la collottola e quando le gira, se lo rigira sulla punta delle pinne, come fosse una palla colorata. E lui ci sta! Si fa trattare come un imbecille anche in pubblico e gli va bene, la sua parola ha perso qualsiasi credibilità ed è contento. Gambadilegnocuoredistagno BURATTINO!!!
(Ve la dico? vabbè, questa ve la dico!!! La punta di ridicolaggine la tocca quando lei vuole a tutti i costi sistemargli i capelli tagliati di fresco... E allora non importa se intorno ruoti e viva una serie di altri individui chiamati colleghi/ clienti. Che fa?
Lui dice "No, dai!" e lei "Ti ho detto che così sei brutto" e lui "Ma lascia stare!" e lei "Ma se l'ho fatto già tante volte!". Alla fine lui cede e lei gli concede una carezza sulla testa. Come si fa con un qualsiasi bastardino obbediente!!!) .
Poi c'è il bello che balla (la salsa).
A parte l'evidente stato di originalità insito nel ballare la salsa in un mondo dove tutti ma proprio tutti sculettano, va detto, a scanso d'equivoci, che il bello che balla è soltanto un amico di FdF. Un pò subalterno, ma poco. Un amico che lei un paio di volte ha baciato sulle labbra e a cui ha dichiarato che "avrebbe tanta voglia di fare quello che fa all'orso", ma le è andata male: quella volta il bello che balla si è raggelato per un paio di orette... Lui ama organizzare. Ovviamente nulla che abbia a che fare col lavoro.
Organizza serate. Tra amici. Tra colleghi. Tra tra tra.... trallallero trallalla'...
L'ultima volta lui e FdF stavano organizzando un w.e. in un agriturismo e, a sette passi di distanza da me, ha esclamato, dando felice prova della sua personalità da pesce rosso in boccia, "Ma a chi lo diciamo?" e lei "A questo, a questo, a quest'altra... - e alzando la voce quel tanto che bastava per essere sicura di essere sentita da me - e poi basta. Non lo diciamo a chi è sgradito!". E ha puntato l'accento tonico della frase tutto sull'ultima parola. Che a quel punto che fai?
A 13 anni sarei rimasta a soffrire in silenzio, a 25 avrei esclamato una frase tipo Mabruttastrchevuoichemenefrseveneandateafanctuttinsieme? uhm?!. Adesso invece, che ho scavallato la trentina, a causa dell'incipiente rincoglionimento, resto zitta a chiedermi Ma che so' io la sgradita?! Qui non ci si capisce più niente: sono loro gli sgraditi!!!
Ed è solo a questo punto che arriva la rabbia: ma non per l'indignazione, piuttosto per il fatto che, essendo io educata, in quell'occasione non le ho detto serena e tranquilla quanto mi siano sgraditi e sgradevoli loro! La rabbia del non potersi esprimere, antico nocciuolo che mi strozza da sempre. NOCCIUOLO - che bella parola!
Et tertium venit MR Gay, soprannome calzante, coniato, purtroppo non da me, e per il quale tributo il dovuto plauso alla Sig.ina Fra.
Mr Gay non assomiglia al biscottoso Mr Day ed è “il meno peggio” della combriccola. L’unico che risponde Sì se gli chiedi di fare qualcosa. Tre giorni dopo infatti puoi star certa che te l’ha fatta. Tre giorni tre.
Un elogio umano alla rapidità mentale e alla scienza.
Un giorno sarà magistrato. Per vie traverse ce la farà ad amministrare la giustizia!…Questa è una certezza: il mondo è dei mediocri. E presto sarà anche suo!
Mr Gay ama contare i soldi che entrano in cassa; dice dieciassette, dieciotto, dieciannove, come nell’antica Roma… cioè in quel dialetto trasteverino oramai desueto, che lui ha reso assolutamente personale, grazie all’inflessione da checca indolente che lo contraddistingue.
Su Mr Gay non ho poi molto da dire, sarà che è interessante quanto una parete bianca… Una persona senza infamia e senza lode. Il meno peggio, appunto!
Peccato per lui che scodinzoli tanto dietro il resto dell’harem: lo rallentano!!! ;)
Poi c’è l’elemento avulso.
Insopportabile e in-sopportato da tutti.
Lo chiamano Cicalone, perché è rumoroso e inconcludente come le cicale, ma grande e grosso come un armadio a cui stanno per scoppiare le ante.
Lui è il mio bersaglio esplicito più ricorrente.
Ogni lite finisce con la dolce Stramma che ruggisce “Ma impara l’educazione, brutto maleducato!” e il Cicalone che apertamente minaccia ritorsioni e nell’ombra intraprende seri propositi di vendetta, che finora non gli è mai riuscito d’attuare. Eccellente, Smithers…!
Un giorno lo investirò per sbaglio con la macchina. Poi guarderò dallo specchietto retrovisore e, rendendomi conto di non avergli fatto male, innesterò la retromarcia per finire il lavoro! Chiamatemi Nikita, a quel punto, please!
Prima di quel giorno però lo colpirò con sottili frecciate acuminate iniettate di veleno. Tenterò di prendergli la giugulare. A qualsiasi distanza.
Per essere sicura di non sbagliare, da un pò mi sto allenando a tirare il mangime del pesce rosso direttamente dentro la boccuccia del Sig. Gino (il mio pesce arredatore).
Quando la mira sarà perfezionata passerò alle frecciatine.
Una me la rigiro tra le dita da un pezzo, ha a che vedere con donne che lo abbandonano, nonostante cittadinanze che sarebbe più facile ottenere sposando un italiano…
Il Cicalone parla sempre in terza persona. Per parlare con te dice "Fate questo, fate quell'altro". Roba che tu ti guardi le spalle, per vedere se tante volte dietro ti si è appostato qualcuno, ma invariabilmente ti accorgi che sei solo soletto.
Cinque minuti fa abbiamo avuto l'ultimo feroce alterco. L'ho fatto saltare 20 cm da terra, era inviperito, una cicala tarantolata...! Che spettacolo!
Brontola: "Ho detto 1oo volte che le pratiche vanno messe nella cartellina..." (si riferiva a me che ero alle sue spalle), presa da un raptus chiedo "Perchè a te fanno male le manine?".
E lui, saltando: "Le manine??? Ma come ti permetti? Chi ti credi di essere tu qua dentro? Stai zitta quando parlo io. Tu con me non ci devi parlare. Impara l'educazione (stavolta m'ha preceduto, accidenti!). E fai quello che ti dico!"
Tutto questo urlando quasi soffocato, mentre io compassata rispondevo punto su punto:
"Ma chi ti credi di essere tu?! Sei tu che urli! perchè tu chi sei? io ho altro da fare, te lo fai da solo!".
Poi ha aggiunto la massima del giorno: "O le cose le fate bene o per niente!" e io ho detto: "Ecco, apposta: mo' non le faccio più, per niente!".
Ma la cosa più bella di tutte è stato il salto di 20 cm.
ATTENZIONE - ATTENZIONE: Un Cicalone in volo!!!!
Che spettacolo!
To be continued...
Pubblicato da Stramma alle 13:08 3 commenti
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giovedì 1 marzo 2007
Le avventure di FdF
"Sì" - rispondo facendo fnta di essere concentrata su altro, ma in realtà la mia mente si sta lasciando andare a comporre l'immagine di quel palazzo fatto a forma di ipsilon, che come una Madonna pietosa sembra stendere le sue braccia per accogliere tutta la Cristoforo Colombo e le altre strade intorno. Ma che immagine poetica, cazzarola!
FdF chiacchiera, non so bene di cosa. Poi, a un certo punto, quel che dice attira la mia attenzione: dice che lei lava i pavimenti di casa sua tutti i giorni.
Dico: “Vabbè, hai il gatto!”.
“Sì, ma pure prima del gatto! Lo ammetto: io sono fissata. Mi fa schifo tutto. Pensa che lavo i piatti uno per uno, mica come quella gente che li mette tutti insieme nel lavandino, prima li insapona tutti e poi li sciacqua. Io li insapono uno per uno e li sciacquo separatamente. Sì, io sono proprio malata!” lo dice con un sorrisetto indulgente, quasi orgoglioso, verso se stessa, mentre io dico “Io faccio così” ancora più orgogliosa di lei.
Sono io quella “gente” sporca che ama i batteri e lava tutti i piatti insieme; e glielo dico pure “Io faccio così!” e intanto penso che ci credo che sta sempre a lavare: se non piace alle foche sguazzare nell’acqua, a chi può piacere?!?!, e poi aggiungo: “Pensa quant’acqua sprechi!”.
“Eh, ma non posso farci niente! – si schermisce lei – Pensa che non mi sono voluta comprare neanche la lavastoviglie, per lo stesso motivo!”
Dico, ma non volevo - lo guiro!: “E quando è giorno di lavatrice che fai? Dividi i tuoi panni e quelli dell’altra persona in due lavatrici separate”?
Ecco, ci siamo arrivate: "l’altra persona" è l’innominato, un orso peloso stronzo fino al midollo.
Lei incassa quella specie di colpo, con un specie di sorrisetto. Penso “Che palle, ‘sta specie di viaggetto! Quando arriviamo?”.
E allo stesso tempo mi viene in mente la mia maestra delle elementari quando, una volta, abbassò il voto del mio temino perchè avevo scritto troppe volte "specie".
Abbasso le ripetizioni! Ma che colpa ne ho io se, da quando lavoro con questa gente, il mio vocabolario si è assottigliato? Pensa quando inizierò a parlare solo coi verbi all'infinito?!
Però quanto mi fa ridere, FdF!!
Crede che non abbia capito cosa stanno combinando lei e l’orso stronzo o muore dalla voglia di dirmelo, di spiattellarlo, invece?
O è restia a parlare perchè ne ha fifa o se ne vergogna?
Perché ha perso tempo e non ha colto la palla al balzo quando in ben due occasioni gliene ho offerto la possibilità. La possibilità d’essere sincera…
Ma è una bugiarda, FdF! Ormai l’ho capito…
E me ne dispiace, lo confesso.
Avevo pensato, quand’è arrivata, che avremmo potuto stringere amicizia, per via dell’età. Siamo quasi coetanee, mentre le altre sono già mogli e madri da un pezzo. Altri problemi, altre priorità, altro stile di vita. Invece FdF vive sola e si veste ostinatamente come una ragazzina di diciotto anni, anche se, francamente, non può proprio permetterselo …
Se la chiamo FdF ci sarà un motivo, no?!
A onore del vero il nome è leggermente riduttivo, perchè non ha solo la faccia gonfia e tonda e un paio di occhi, piccoli e tondi anche loro, che ti fanno chiedere "Dove ha nascosto la palla a spicchi colorati? Quando la tira fuori per farsela volteggiare sul naso?" ha anche le sembianze da foca, la forma! Spalle piccole, pancia che ricade gonfia sul davanti, tette enormi e gambe magre e corte.
Penso che sia un soprannome perfetto quello che le ho affibiato, che mi farebbe meritare un applauso tonante, ma per una sorta di pudore, non ho mai condiviso questa splendida creazione con nessuno - non mi va!
Però “Operazione simpatia” sì, l’ho detto a Fra.
Mi ha chiesto “Perché?”.
“Perché pur di far vedere che ha un lungo seguito di allievi che vogliono fare guide (è un’istruttrice, guida pure il camion, Miss Delicatesse!) con lei e solo con lei, in mancanza di professionalità, acquisita sul campo, passa all’operazione simpatia… Ci si scambia addirittura il numero di cellulare, s’impiccia della loro vita privata, in poche parole si atteggia ad amica con esperienza”.
Beh, un certo tipo di esperienza ce l’ha davvero…
Manuale!
Ops, che screanzata che sono… sdleng sdleng… (e qui subentra una bella imitazione di FdF e delle sue uscite finto ingenuo)!
Fra mi dice: “Ma mi sa che quella non lo fa apposta a essere così, credo sia un po’ mignottella di natura!”.
Non lo so come abbia fatto a capirlo, se l’ha vista solo due volte di sfuggita, ma a quel punto rido e faccio: “A Fra’, sei proprio tremenda!”…… (sdleng sdleng)!
Pubblicato da Stramma alle 11:28 0 commenti
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