venerdì 4 aprile 2008

Domani è...

Domani è

1. sabato! Giorno in cui non si lavora e non si ozia!

2. un pò incerto, date le contingenze...

3. un trans incinto attraverso provetta (e un pò la cosa mi "sgomenta", diciamolo!) le cui foto campeggiano su libero...

4. il giorno in cui nessuno deve rimproverarmi (capito???!!!)

5. il giono che di solito dedico alla fila alla posta. (Ognuno si diverte a modo suo, d'altro canto!)

6. la data in cui devo cominciare a preoccuparmi di non aver ancora imparato bene la parte, visto che tra un mese si va in scena!

7. sempre domani

8. un soffio: la settimana lavorativa dura di più, mica vale!

9. il giorno che passo più tempo col mio amore e per questo diventa un giorno speciale

10. il ricordo di quella mia compagna di classe che teorizzava futuri sentimentalmente nefasti per chi la sera non aveva nessuno con cui uscire (e infatti...)

11. il giorno che ho sempre dedicato alle amicizie, alle frequentazioni, allo svago e a me stessa (quante maschere facciali, peeling e cavoli vari annovero nell'annuario dei mie sabati passati, eh, Fra'?!)

12. il giorno in cui dovrò fare violenza su mio fratello per accompagnarmi a comprare quel xxxxx... che da un pezzo ci penso!

13. il 29esimo compleanno di zio Max e per lui ho virtualmente preparato questa (virtualmente, sennò mica veniva così bene! :-)!!) 'GURI!

mercoledì 2 aprile 2008

Accademia Pessoa

Ho deciso di fare un pò di "scouting comodo"! Nel senso che non potendo scoprire nessun nuovo talento inedito, almeno mi premurerò di segnalare libri/autori già editi ma poco conosciuti e ancora non osannati. Dunque qui non sentirete mai parlare (bene) di Baricco, Benni et similia.
Da un paio di giorni sto leggendo un romanzo intitolato "Accademia Pessoa" edito da Einaudi, autore Errico Buonanno. Giovane (ha quattro anni meno di me! GRRR), qualificato (fa editing per la Marsilio) e interessante (il suo romanzo, tra l'altro il suo terzo romanzo!, lo dimostra).

Cos'è l'Accademia Pessoa? Un'associazione i cui soci, delusi dai propri insuccessi letterari, hanno rinnegato la letteratura. Un'associazione di vendicatori...

A pag. 32 si legge:
"(...) sopra la sesta pagina dei maggiori quotidiani nazionali, era pubblicata la seguente nota: Cercansi amanti del caffé corretto, dei progetti infiniti, della sconfitta e dei libri interrotti. Viene costituita, nella città meno opportuna ai sogni di dominazione, l’accademia per naufraghi della letteratura Fernando Pessoa, che ha come scopi il vuoto a perdere e lo sperpero, il nulla e la scomposizione. Vogliamo inoltre la conquista di tutto il mondo letterario per distruggerlo, ma garantiamo che quest’ultima avverrà nel modo più pacifico e rassegnato mai possibile. Chiunque si riconosca nel nostro programma, chiunque odi i libri e abbia intenzione di aderire, è pregato di non rivolgersi a nessuno e lasciar fare al grande padre il Tempo, che lo sprofonderà nel nostro gorgo e finirà per trasformarlo nel più efficiente degli impiegati e nel più trascurabile degli uomini".

Insomma, un proclama contro la letteratura da parte di chi dalla letteratura era stato affascinato e deluso sopra ogni altra cosa. Un proclama contro la traditrice!
Poi gli associati passano all'azione (p. 33): "(…) si divertivano declamando ad alta voce i propri romanzi nel cassetto e si dicevano che, in fondo, non importava stabilire se la Pessoa avesse avuto davvero successo.
(…) Strizzavano l’occhio agli impiegati, abbandonavano edizioni economiche sulle panchine dei giardini. Chi lavorava in qualche casa editrice, andava avanti a rifiutare dattiloscritti come aveva sempre fatto, chi aveva spazio sui giornali elogiava romanzi mediocri e distruggeva quelli validi.
Essere parte del complotto significava semplicemente procedere per inerzia, seguire la massa, condurre una vita monotona e contribuire in qualche modo alla deriva inevitabile della letteratura universale. Il piccolissimo contabile Juan Monteiro, autore, tra l’altro, di un romanzone interminabile che non mancò di rimanere interminato, La sorte in banca (storia melodrammatica di uno scrittore che vede rifiutarsi ogni dattiloscritto dagli editori finchè non invia per errore i fogli della contabilità) così descrisse quei giorni eroici e inconcludenti (…)
".

Ma in questo romanzo - che è un giallo, avevo dimenticato di dirvelo?! - la letteratura non verrà distrutta... perchè come solo ciò che è davvero naturale, vitale, come ciò che possiede forza vitale in sè, sa fare, anche la letteratura e la scrittura sapranno rigenerarsi, trovare una strada per la sopravvivenza... e anche per la sopraffazione!
Un romanzo di vendetta, allora? difficile dirlo adesso, sono ancora a metà... lascio la suspance!

Intanto vi chiedo: Vi piacevano I Promessi Sposi? E vi piacerebbe leggerne il seguito? Buonanno se lo inventa, e riflette in questo modo sulla letteratura alta e bassa, sui prolifici e su chi non lo è sttao (come Manzoni), sulle intenzioni, i successi, gli insuccessi, i tentativi...
Come si fa a invidiare uno più giovane di te, se ha avuto una buona idea, si avvale di buone argomentazioni e di una scrittura solida, curata, acuta?
(PS: me lo chiedo io nei suoi confronti e se lo chiede anche lui per bocca dei suoi personaggi... Le risposte? L'ho detto: lascio la suspance!)


mercoledì 26 marzo 2008

turilla

Oggi ho voglia di attaccare turilla! E se non sapete cosa vuol dire chi se ne importa!


E se vi chiedete perchè... beh, rimarrete col dubbio: le motivazioni sono scognite anche a me! E se vi chiedete ma che m'è preso oggi, chè parlo così, vi dico: leggetevi un bel libro di Camilleri e parlerete così pure voi!



Salutamo, commissario!





ps: Che consiglia lo strammoscopo?
GRATT GRATT GRATT

lunedì 17 marzo 2008

Muoviti!

Mi guardo le mani
La linea della vita
Della mente.
Quella dell’amore.
Strana linea che si snoda parallela
Sulla pianura del mio palmo.

E resto ferma.
Muoviti Muoviti!

In un modo che non accetto
e mi dà noia.
"Muoviti! Muoviti!" - mi grido,
ma fatico a capire
cosa fare e dove
dove andare
andare e come
come vincere...
vincere...
vincermi...

giovedì 13 marzo 2008

Ferrara è un buco!

Ferrara è un buco!
Forse perchè è la città che ho visitato peggio in vita mia... con annoiato passo lento. Ma la testa... quella no, correva!
Ai compagni di viaggio, a quell'idea avuta prima di partire e che non sono riuscita a fissare su carta, alla mia ernia grossa come un mandarino (quando diventa un melone comincio a preoccuparmi, non prima, giuro!) e a NOI!
Noi che a volte suoniamo due musiche diverse, tu l'appassionato country di Cash e io il tristanzuolo grattato di Battisti. Due mondi diversi. E nessun giudizio di merito. Solo una cosa che ho paura a chiamare distanza e che distanza è...
Sbaglio?
Se sbaglio, correggimi! Non voglio altro...
E invece no, quante ne voglio. Quante ne voglio di cose, soddisfazioni, successi, appalusi... Mi rodono. E grattano e punzecchiano.
E a volte il tuo modo di spronarmi ci cozza contro e allora mi devo fermare.
Perchè sono confusa. Colpa delle sabbie mobili del pensiero.

Poi - all'improvviso e non con me - torni protettiva, mia calda coperta patchwork, e so che nome dare a tutto. E tutto ha i contorni e le sfumature che deve avere...
Ecco, volevo dire questo. Se hai letto... non turbarti.
Questa sono io...